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Ellenofonie, voci dalla Calabria greca
di Mikol   
Lunedì 27 Aprile 2015 06:38

"Ellenofonie, voci dalla Calabria greca" un documentario di Francesco Cerra e Valentina De Grazia - 2006

Il film racconta le impressioni di un viaggio, durato 3 anni, sulla natura della Calabria greca. Con apparente semplicità la narrazione segue un duplice percorso nell’intrecciare storie di uomini e luoghi, di suoni e colori tra passato e presente, tra memoria e oblio.

Dalla musica alla danza, dalla religione alla vita quotidiana, le voci antiche della minoranza linguistica ellenofona, attraversano i secoli creando lo spirito dei borghi dell’Aspromonte jonico meridionale.

Questo breve diario per immagini tenta di racchiudere un tempo e uno spazio in un insieme suggestivo volto a esaltare la sacralità (in)sostenibile del rapporto uomo-natura e testimoniare la lenta dissoluzione dell’identità linguistica e simbolica. 

Clicca qui per vedere il film

 

 
Sportelli Linguistici - 12^ annualità - Esercizio 2012
di Mikol   
Venerdì 10 Aprile 2015 12:06

È stata pubblicata nell'Albo on line della Provincia di Reggio Calabria la Delibera della Giunta Provinciale n. 44 del 02 Aprile 2015, approvata all'unanimità e resa immediatamente eseguibile, riportante l'autorizzazione all'espletamento delle attività degli Sportelli Linguistici greco-calabri connessi al progetto "Gli itinerari storici greco-bizantini" 12^ annualità - Esercizio 2012.

 

Clicca qui per visualizzare la Delibera

 

Clicca qui per visualizzare l'ultima graduatoria degli Sportelli Linguistici

 

 

 

 

 
Quando religione e mito si fondono tra realtà e storia
di Saverio verduci   
Lunedì 30 Marzo 2015 06:16

Il mito delle Persephoni nella Calabria greca

sss223Un rito tra il sacro e il profano che ogni anno e senza interruzione alcuna dall’antichità a oggi, con assoluta sistematicità, scandisce la vita, la cultura, la spiritualità della Domenica delle palme di Bova, capitale della Grecità calabrese e che racchiude in se la magia, la suggestività e il fascino di una sacralità antica, di una antica identità storico-culturale mai sopita e sempre riconosciuta dalle genti greche di Calabria.

Un rito unico nella sua complessa simbologia che rimanda al paganesimo ma che allo stesso tempo evidenzia il suo stretto legame con le prime radici cristiane di questo estremo lembo di penisola lungo l’asse continuo della storia nel quale spesso non è facile identificare la linea di demarcazione, il limes, tra il cristiano e il pagano, tra il mistico, il profano e il sacro.

Il rito della processione delle Persephoni di Bova è proprio questo! Una fusione tra il vecchio e il nuovo, tra l’antico e il moderno che è sopravvissuto superando il tempo e ogni tempo.

Un rito dalle origini poco conosciute che rimanda sicuramente alla mitologia della civiltà greca, unico nel suo genere celebrato solo nella Chòra tu Vùa che consiste nel portare in processione fino alla chiesa di S. Leo delle figure femminili costruite con foglie di ulivo e sagomate secondo varie dimensioni abilmente intrecciate dalla maestria dei bravi e sapienti contadini intorno a un asse centrale costituito da una canna di bambù. Una serie bella e affascinante di figure dette anche “Pupazze” che nel loro aspetto stilizzato identificano madri e figlie ingioiellate con frutta fresca e fiori di campo. Uno spettacolo suggestivo quello al quale è possibile partecipare percorrendo le piccole viuzze e gli stretti vicoli della cittadina che permette veramente di fare un salto indietro in un passato realmente mai “passato” anzi sempre presente e che riverbera tra i muri e le ombre delle vallate sottostanti il suo continuo essere in un insieme di forme e colori.

È proprio nell’ingresso in chiesa per la benedizione delle Persephoni che si può cogliere l’unione, in un unicum socio-culturale, del rito pagano e del rito cristiano. È questa una delle soglie di demarcazione delle due distinte matrici etnico-culturali. Un rito pagano celebrato in un giorno sacro per i cristiani, la Domenica delle Palme nel ricordo dell’ingresso di Cristo in Gerusalemme dove fu accolto proprio dalle folle con rami di ulivo e rami di palme. Durante il rito della benedizione le Pupazze vengono disposte ai lati dell’altare e conclusa la cerimonia, all’uscita, vengono avvicinate alla gente che man mano, con compostezza, stacca rametti detti “Steddhi” da portare a casa.

 
Comitato per gli Studi Bizantini
di Fabiana Cuzzucoli   
Lunedì 02 Marzo 2015 19:38

mostra

 
Solidarietà alla Grecia
di Fabiana Cuzzucoli   
Mercoledì 18 Febbraio 2015 10:09

Lassociazione ellenofona "Jalò tu Vua" di Bova Marina invita gli amici e i soci a dare la loro solidarietà ai nostri fratelli greci che in questo momento stanno attraversando un periodo difficile.

Per questo propone di condividere su Facebook e su Wathsapp questo invito e diffondere l'iniziativa tra i propri amici sensibili a questo problema.

Efcharistò che stàte kalà

egò imme me tin grecia

 
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