| Riace: lezione di accoglienza |
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| ... Mikol | |
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Questo film nasce inizialmente come documentario sugli sbarchi di clandestini sulle rive del mar Jonio, ma le parole che un bambino afgano rivolge al regista, "...se non vieni a Riace, non sei una persona seria...", hanno fatto si che Wenders, insieme al suo sceneggiatore, riflettessero e cambiassero idea, trasformando il documentario in un mediometraggio, un vero e proprio film, che dimostrasse come è facile e bello dare accoglienza a chi, per motivi di guerra, lavoro, condizioni di vita disumane, è costretto ad abbandonare la sua terra in cerca di "vita" in posti spesso ostili e con grandi difficoltà di inserimento. Il sindaco di Riace e di alcuni comuni limitrofi, Caulonia, Stignano, ha trovato il modo di unire intelligentemente i bisogni di queste persone con la necessità di ripopolamento della cittadina che vive, a sua volta, il dramma della disoccupazione e quindi il bisogno dell'emigrazione. Le case, lasciate vuote dai nostri emigranti, hanno ripreso a vivere ospitando immigrati provenienti da diversi paesi del mondo dove la vita è incredibilmente più difficile della vita, già di per se complicata, di queste cittadine della Calabria Jonica, le strade si sono riempite di bambini che giocano, fanno rumore, danno quel tocco di vitalità ad un paese che da troppo tempo era assillato e ossessionato dal "rumore" del silenzio. Qui questi immigrati hanno trovato un misero ma dignitoso lavoro nell'agricoltura o nell'artigianato, ma la loro presenza contribuisce soprattutto a ridare speranza a una città che sembrava destinata a scomparire. Di seguito riportiamo l'articolo di Vittorio Longhi e alla fine il link per poter visionare il film.
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Gli immigrati di Wenders riempiono i paesi abbandonati della Calabria Un bambino e il suo sindaco, in un paese della costa calabrese ormai spopolato, dove è difficile anche organizzare una partita di pallone, per la mancanza di altri bambini. Nel paese arriva un gruppo di giovani immigrati africani a bordo di un barcone, creando scompiglio nella piccola amministrazione locale e le ovvie discussioni sull'accoglienza. Saranno proprio il bambino e il sindaco a dare alla vicenda una svolta decisiva e positiva. È la storia del cortometraggio "Il Volo", che il regista tedesco Wim Wenders girerà in Calabria a settembre, su un soggetto ispirato alle esperienze di accoglienza verso i richiedenti asilo. Da circa dieci anni i piccoli comuni di Badolato e quelli della Locride, come Riace, Caulonia e Stignano, hanno scelto di integrare i rifugiati, ripopolando interi paesi che si erano svuotati a causa dell'emigrazione calabrese verso Nord o verso l'estero. In un momento in cui la politica dell'accoglienza in Italia sembra ormai avere lasciato il posto a quella dei respingimenti, questa storia di solidarietà ha ispirato lo sceneggiatore Eugenio Melloni e ha entusiasmato Wim Wenders. Anche perché il regista di Lisbon story e Paris,Texas tornerà nell'amato Sud d'Italia dopo aver girato due anni fa Palermo Shooting, in cui affrontava alcuni dei temi a lui più cari, come il viaggio e la scoperta delle diversità. Un dato interessante per i cinefili è che Wenders ha scelto di usare la tecnica del 3D per "il Volo", il primo film-fiction a essere realizzato in stereoscopia, finora adottata quasi esclusivamente per le pellicole di fantascienza e di horror. A patrocinare e a cofinanziare la produzione è stata la stessa Regione Calabria che, non a caso, è la prima regione ad avere adottato una legge per promuovere l'accoglienza e l'inserimento dei rifugiati e dei richiedenti asilo. I migranti, per lo più africani, oggi sono impiegati nelle attività artigianali e nelle produzioni locali che stanno rivitalizzando l'economia di borghi altrimenti destinati alla decadenza. E anche di questo parla "il Volo". Il primo ciak, nei primissimi giorni di settembre, sarà a Scilla e si continuerà a girare a Badolato e dintorni. È già cominciata la ricerca degli attori, rigorosamente locali, mentre il ruolo del protagonista è stato affidato all'italoamericano Ben Gazzara, i cui genitori erano immigrati siciliani, originari di Canicattì.
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