| Studi di lingua greca |
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Il primo a inaugurare un'importante stagione di studi e ricerche sui Greci di Calabria nel XIX secolo fu un giovane tedesco, Karl Witte, che si trovava in Italia per motivi di studio. Recatosi personalmente a Reggio Calabria per ottenere informazioni precise al riguardo, Witte accertò nel 1820 l'esistenza di una popolazione grecofona, composta per lo più da pastori e contadini.
In quell'anno risultavano grecofone 12 comunità dell'Aspromonte meridionale: Bova, Montebello, Roccaforte, Condofuri, Gallicianò, Roghùdi, Chorìo di Roghùdi, Amendolea, Campo di Amendolea, San Pantaleone, Chorìo (di Penedattilo) e Cardeto (Bozzoli 2002). Successivamente Cesare Lombroso, antropologo e osservatore attento dei Greci di Calabria, mandato in Calabria dopo l'Unità d'Italia in qualità di ufficiale medico dell'esercito, scrisse nel 1862 alcuni appunti (In Calabria) che contengono una descrizione pungente sui tratti sociali dei Greci d'Aspromonte. Lombroso trascrisse anche un consistente numero di canzoni, termini, riti e usanze dell'area, consapevole di assistere alla fine di un mondo culturale. Nel 1866 venne pubblicato Saggi dei Dialetti greci dell'Italia Meridionale di Domenico Comparetti, uno dei più importanti studiosi di testi grecanici. Si tratta di un'opera di sistematizzazione dei canti e dei testi grecanici di Calabria e di Puglia fino ad allora raccolti (Castagna 2002). Alla fine degli anni ottanta del secolo XIX furono Morosi e Pellegrini ad approfondire lo studio del grecanico, pubblicando nel 1880 Il dialetto greco-calabro di Bova, che avanzava la tesi dell'origine bizantina di tale lingua. Una fondamentale opera di recupero linguistico venne realizzata dal filologo tedesco Gerard Rohlfs (1892-1986) che a partire dagli anni venti del XX secolo contribuì notevolmente a salvaguardare il patrimonio linguistico greco-calabro attraverso una minuziosa ricerca sul campo (Rohlfs 1977; 1980). Una vera e propria sistemazione linguistica del greco di Puglia e Calabria avvenne negli anni cinquanta (del secolo XX - n.d.r.) ad opera dello studioso greco Karanastàsis, che scrisse il Vocabolario storico dei dialetti greco dell'Italia meridionale (Karanastàsis 1984-92).
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