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Melito Porto Salvo, se non la conosci la disprezzi PDF Stampa E-mail
...di Mikol   
Martedì 13 Settembre 2016 10:27

lacalabriagrekaIo, come tutte le persone di buon senso, prima di dire o scrivere una parola ci penso cento volte, mi chiedo: prima di scrivere chilometri di fesserie e di luoghi comuni, tutti i giornalisti (o giornalai) d'Italia e tutti i commentatori seriali dei Social Network, si sono soffermati un attimo a pensare a quello che stavano per dire o per scrivere? Hanno provato a verificare le loro fonti? Hanno parlato con qualcuno (ma non con uno solo!) del posto? Come mai io ho parlato con centinaia di persone di Melito e non ho mai sentito dire quello che tutti sono certi di aver ascoltato? Le uniche risposte che ho ricevuto sono sempre state affermazioni di condanna e disprezzo verso quei nove balordi che hanno commesso la violenza ma soprattutto solidarietà e vicinanza nei confronti della ragazzina che l'ha subita.

Oltre 1.000 persone abbiamo partecipato alla fiaccolata eppure da questi fantomatici critici, psicologi ed esperti eravamo in 16-17... e tutti a favore degli stupratori! Sono riusciti perfino a leggere dentro i nostri cuori nonostante eravamo in rigoroso e rispettoso silenzio, un modo piccolo, ma grande allo stesso tempo, per stare vicino alla ragazzina che è solo lei la vittima di tutto questo massacro!

Ho letto articoli che parlavano di “qualche centinaio di persone” (La Stampa), altri di “qualche decina di persone” (Il Corriere della Sera), altri che addirittura affermavano che “il paese del silenzio diserta la fiaccolata” (quicosenza.it), altri (tutti) che il sindaco era in imbarazzo e non profondamente addolorato per l’accaduto; a un certo punto, leggendo queste porcherie mi è venuto un dubbio: ma io ero alla fiaccolata oppure l’ho sognata!

Nel mio “sogno” ho visto i Sindaci di quasi tutti i Comuni dell’Area Grecanica con tanto di gonfaloni, fascia e persone venute insieme a loro, oppure ho visto dei fantasmi?

Ho pensato: ma questo evento, indipendentemente dal colore politico, rappresenta lo sdegno che ognuno di noi, con la propria presenza, prova per l’accaduto e la vicinanza alla ragazza vittima della violenza oppure eravamo lì solo per fare un servizio fotografico?

Io c'ero e con me la mia famiglia e tanti, tanti amici. Non sono andato per contare e verificare per poi poter spettegolare o sparlare, ma solo perché il mio cuore era, e continua a essere, spezzato da questo atto di barbarie perpetrato ai danni di una ragazzina.

Tutto quello che si dice e si legge sui giornali (La Stampa in primis) è un insieme di luoghi comuni tagliati e incollati a regola d'arte solo per gettare fango sulla nostra MERAVIGLIOSA terra per la quale NOI, associazioni, istituzioni, persone comuni, siamo impegnati continuamente per migliorarla, valorizzarla e promuoverla nel mondo e che un branco di animali non potrà mai distruggere questo difficile e duro lavoro.

La maggior parte delle persone e giornalisti (?) non erano presenti e solo per sentito dire hanno romanzato l'accaduto con superficialità e senza conoscere realmente la situazione e il vero pensiero della maggior parte dei cittadini. Comunque non eravamo meno di 1.000 ma sono comunque certo che se fossimo stati presenti in 10.000 queste persone avrebbero trovato sicuramente qualche cosa da ridire.

Quasi certamente non era presente il giornalista di “Studio Aperto”, non c’era quello del “Corriere della Sera” e nemmeno quello de “La Stampa”, non c’era nessuno di “quicosenza.it” e non c’era nessuno degli oltre 10.000 commentatori che sui Social Network hanno manifestato il loro disprezzo non per i nove animali che hanno commesso il fatto e magari per altri 9-10 persone che potevano essere al corrente, no… per tutta la città di Melito come se tutti i cittadini fossero mafiosi, violentatori e vandali.

La fiaccolata è stato un momento di vicinanza e solidarietà alla vittima e alla sua famiglia, io ho partecipato con questo spirito e insieme a me centinaia di persone.

Sto guardando in questo momento il servizio del TG1 che mentre fa scorrere le immagini che fanno vedere che almeno 1.000 persone eravamo presenti alla fiaccolata la commentatrice candidamente afferma che eravamo solo 400!

Ho sempre letto i giornali e ho sempre creduto nella buona fede dei giornalisti, ho sempre avvalorato i concetti di libertà di stampa e di opinione ma oggi, pur continuando a rispettare questi sacrosanti principi, e senza voler fare di tutta l'erba un fascio, sto verificando di persona che i giornali spesso dicono quello che vogliono loro, inseriscono negli articoli e nei servizi solo spezzoni di frasi estrapolate da un contesto molto più ampio e completamente diverso che serve solo ad avvalorare le loro tesi, cercano di fare vedere solo quello che attira i lettori, quello che colpisce alla pancia, quello che fa vendere e... alla faccia della verità!

Tutto questo grazie anche alla stampa locale il cui unico pensiero, fin dall'inizio della vicenda, è stato quello di screditare l'operato del Sindaco. Mettendo in secondo piano la vicenda iniziale e dimenticandosi della ragazzina e degli animali che con ferocia hanno abusato di lei; ha diffuso notizie fuorvianti e false parlando di magliette, di mafia e di sentimenti e sensazioni del Sindaco e dei cittadini di Melito, gente onesta che lavora e non vive nelle caverne o in una fantomatica Kabul, come viene descritta, cercando in modo patetico, come tutti i populisti del mondo, di colpire la pancia dei lettori che leggono e guardano senza soffermarsi a riflettere e a verificare le notizie.

Si, perché la logica e l’intelligenza non potrebbero mai produrre idee così insensate e illogiche! Non è possibile che LOGICAMENTE una persona comune, con un minimo di cervello funzionante e un’intelligenza al di sotto della soglia minima potesse immaginare un paese intero, composto da gente civile, da professionisti, da studenti, da geni (si perché a Melito ci sono anche dei geni!), da persone educate, religiose, democratiche potesse schierarsi con un branco di balordi e non avere sentimenti di solidarietà o anche solo di pietà nei confronti di una ragazzina di 13 anni (quasi tutte le famiglie di Melito hanno ragazze al suo interno).

Parlando con centinaia di persone mi sono reso conto di quanto sgomento e incredulità ha suscitato la notizia (appresa dieci giorni fa e non tre anni fa!) nelle persone di Melito che, lo ribadisco scrivendolo a caratteri cubitali, è UN PAESE DOVE VIVONO PERSONE CIVILI, MODERNE, EDUCATE E SERIE e che niente hanno a che fare con la mafia, con la violenza e con il malaffare che è appannaggio di un numero insignificante di persone (insignificante, purtroppo, solo per il numero).

La maggior parte delle persone che hanno dimostrato indignazione non era presente alla manifestazione, la maggior parte di loro vive fuori Melito ma parecchi abitano a pochi chilometri se non addirittura a Melito stesso, questi quotidianamente sono abituati a condividere e a propagandare bufale di ogni tipo seduti comodamente sul divano di casa.

Il messaggio che trapela da questi scritti è che questo problema sia dovuto all’arretratezza culturale della nostra terra che tante persone non perdono occasione di rammentarci, la maggior parte di loro senza aver messo mai piede in Calabria.

Quello che è successo a Melito e che, RIPETO, ha lasciato tutti stupefatti e indignati, è un fatto di cronaca atroce e barbaro che succede dappertutto, ma che purtroppo è realmente accaduto, incredibilmente, anche qui da noi; e noi tutti che fino a oggi eravamo in ansia per i nostri figli, soprattutto per le nostre figlie, che vivono lontano da casa, oggi siamo costretti a esserlo anche quando sono appena fuori dal portone di casa; questo non ci appartiene nè come abitudini nè come cultura.

Questi fatti e l’accanimento generalizzato che, prendendo spunto da ciò, la stampa fa nei confronti di tutta la città di Melito e della Calabria intera, fa fare dieci passi indietro a noi che operiamo all’interno di associazioni che mettono la cultura al centro delle attività e che con sudore e con enormi sacrifici per 365 giorni l’anno lavoriamo in silenzio per fare in modo che la nostra terra venga valorizzata e apprezzata per quello che nei millenni ha rappresentato e per quello che realmente vale; recuperare questi dieci passi sarà un’impresa immane, ma li recupereremo.

E nella nostra cultura c’è anche l’aiuto e la condivisione del dolore che colpisce qualsiasi persona della comunità, questo fa parte del nostro DNA, del nostro comportamento normale, ma chi è andato via senza voltarsi indietro e chi non ci conosce non può saperlo.

Il problema è che quelli del divano non fanno proposte, criticano solamente gli assenti (e anche i presenti), elencano numeri a caso, dimenticando completamente che il centro della discussione è la ragazza e il bisogno di trovare soluzioni che permettano di evitare in futuro simili barbarie a Melito e in qualsiasi altra parte del mondo.

Tutti i commentatori seriali si indignano per qualcosa che chi ha scritto per primo sui giornali ha dato per scontato.

Nessuno di loro sa che Tonino Nunnari di “Libera” e i Comuni dell’Area Grecanica, hanno organizzato la fiaccolata, in meno di 48 ore! Sfido qualunque “giornalaio” o commentatore da divano a fare altrettanto perché con la bocca siamo tutti esperti di tutto ma con i fatti…

Addirittura è stato scritto che non solo eravamo poche decine di persone presenti alla fiaccolata ma che noi stessi eravamo dalla parte degli stupratori, questa gente non era presente, non ci ha visto, non ha potuto guardarci in faccia o negli occhi ma è riuscita a capire quello che noi avevamo dentro i nostri cuori!

I cittadini di Melito si affidano e ringraziano le forze dell’ordine che da anni stanno facendo egregiamente il loro lavoro senza proclami e senza annunci portando a termine con successo indagini molto difficili e complicate contro la mafia e contro qualsiasi atto criminale che si verifichi sul territorio.

Parlando con centinaia di persone, nessuno conosceva la vicenda e, come me, nessuno conosceva nemmeno la ragazza. Sui Social però, tutti questi commentatori, hanno stabilito che tutta Melito ne era a conoscenza, i genitori, i compagni di classe, gli insegnanti, il preside, i servizi sociali, (solo loro non ne sapevano niente, molti dei quali si professano giornalisti!) e hanno dedotto che tutti i melitesi sono collusi con la mafia.

Nessuno si è soffermato a riflettere e a informarsi su cosa rappresentasse la fiaccolata di venerdì sera, nessuno, ha sentito (ma come facevano a sentirli dal divano di casa!) Mimmo Nasone, il responsabile di "Libera", Tonino Nunnari e gli altri organizzatori quando hanno detto che quella manifestazione voleva essere solo l’inizio di un percorso che vedrà protagonisti tutti coloro che a qualsiasi livello e a seconda delle loro possibilità si renderanno utili e partecipi per dare un aiuto alla ragazza, per evitare che fatti del genere accadano ancora e per stare vicini ai genitori che il dramma, loro sì, lo stanno vivendo dentro i loro cuori.

Infatti giorno 7 ottobre 2016 alle ore 18:00 ci siamo dati appuntamento presso la Sala Consiliare del Comune di Melito Porto Salvo per dare continuità e per organizzare le attività di condivisione e di aiuto nei confronti della ragazza, dei parenti e dei cittadini che ne hanno bisogno.

Non so se i commentatori da divano l’hanno sentito questo e comunque se si volessero alzare da quel divano…

Io personalmente mi trovo costretto a fare questa pubblica denuncia anche perché ho dei miti che appartengono alla categoria dei giornalisti (Serra, Scalfari, Gramellini, Mentana, Fazio e altri) e prima che loro intervengano sull’accaduto, basandosi sulle notizie che circolano in rete (che sono certo verificherebbero prima di pronunciarsi) vorrei invitarli a venire a Melito per il 7 ottobre (li ospiteremo senza nessun problema) perché solo così potrebbero farsi un’idea della situazione e solo così questi miti non mi crollerebbero.

UMBERTO ECO, SANTO SUBITO!!  

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Domenico Cuzzucoli
Associazione Ellenofona "Jalò tu Vua"

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