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Saperi e Sapori dell'Area Grecanica PDF Stampa E-mail
Domenica 11 Maggio 2014 00:00

Mario CandidoTutelare la lingua e la cultura dei Greci di Calabria è una sfida che non possiamo e non dobbiamo permetterci di perdere. Trasmettere questa cultura antichissima al futuro è un'obbigo a cui non possiamo sottrarci.

Questo patrimonio che abbiamo ereditato dai Greci e dai Bizantini non è solo nostro ma è dell'intera umanità e rappresenta quanto di vivo rimane della civiltà sulla quale si basano le fondamenta dell'Europa, della democrazia, della filosofia, del bello e di talmente tanti aggettivi che per elencarli tutti si potrebbe continuare per ore.

Dobbiamo sentirci fieri del fatto che la provincia di Reggio Calabria conserva dopo 3000 anni la cultura greca che ha dato origine alla parola Europa. Questo patrimonio culturale che l'isolamento geografico del reggino ionico meridionale ha preservato deve essere tutelato e valorizzato impiegando gli sforzi non solo dell'assessorato alle Minoranze Linguistiche ma di tutti gli assessorati provinciali e regionali.

Ho avuto modo di studiare il caso della cultura greco-calabra da quando nel 2011 ho ricevuto l'incarico di assessore alle Minoranze Linguistiche della Provincia di Reggio Calabria. La prima cosa che ho compreso è che tutelare questa cultura minoritaria significa ridare quel senso di appartenenza a una società rurale che la modernità ha quasi del tutto cancellato.

Nei comuni della provincia ionica reggina, riconosciuti dalla legge 482 del 15 dicembre 1996 come parte dell'isola linguistica greca, la cultura tradizionale ha subito non solo l'umiliazione dell'emigrazione ma anche una forte discriminazione da parte della cultura dominante, circostanza questa che ha comportato la perdita stessa della lingua tradizionale in molti centri grecanici.

Per anni i Greci di Calabria hanno provato imbarazzo a esprimersi in Greco o a manifestare le loro tradizioni culturali. Solo negli ultimi tempi, anche grazie alle leggi nazionali di tutela delle minoranze linguistiche presenti in Italia, si notano dei segni di riappropriazione della propria cultura e della lingua. Ma ciò non basta perchè quanto fino a oggi è stato fatto forse è buono solo sulla carta o meglio probabilmente è poco di fronte alle problematiche che interesserebbero l'intero territorio e le comunità dell'Area Grecanica.

Bisognerebbe che tutte le figure istituzionali, a tutti i livelli, cooperassero in sinergia evitando di badare soltanto ai propri incarichi, spesso disconoscendo  o addirittura rinnegando l'esistenza di un intero e meraviglioso territorio, l'Area Grecanica, che ha la necessità di essere tutelato nella sua interezza e non in modo parcellare.

Ritengo che la cosa più importante da fare è quella di strutturare nelle comunità grecaniche il senso di appartenenza perduto. È questo il primo passo per ridare ai grecanici la fiducia nella loro stessa cultura, nella loro terra e nelle loro stesse tradizioni.

Dobbiamo obbligatoriamente invertire la rotta e puntare a fare dell'Area Grecanica non solo un'isola linguistica ma un modello di conservazione integrale.

Come possiamo pretendere di salvare una lingua se non tuteliamo il paesaggio, se non ci prendiamo cura dei monumenti, delle opere d'arte, delle realtà contadine che sono l'anima dell'Aspromonte greco?

Al fine di dare dignità e sviluppo all'intero territorio dell'Area Grecanica ho cercato di programmare interventi su quattro punti:

  1. Ristrutturazione di un piano di "rivitalizzazione" della minoranza storico-linguistica greco-calbra al fine di stimolare il recupero identitario delle comunità.

  2. Destagionalizzazione del turismo sul territorio puntando a fare della cultura grecanica un volano turistico.

  3. Recupero, anche grazie alle figure degli Sportelli Linguistici, di quanto ancora rimane della cultura greco-calabra. Un'iniziativa in fase di partenza è legata al progetto del "Restauro del museo della civiltà contadina di Bova" che, oltre agli Sportelli Linguistici, coinvolge la Soprintendenza per i beni storico-artistici della Calabria.

  4. Sostegno e valorizzazione non solo alle associazioni che si occupano della lingua ma anche alle aziende agricole, alle botteghe artigiane e ai gruppi musicali che da anni sono passati in sordina pur essendo i primi protagonisti di questo patrimonio culturale.

 Sul fattore turismo è fonfamentale inserire l'Area Grecanica all'interno di un percorso turistico e culturale che valorizzi l'intera grecità presente nella provincia di Reggio Calabria unendo la cultura dei Greci di Calabria con le testimonianze archeologiche della Magna Grecia e i centri di origine bizantina.

Su questa scia si pone la guida "L'altro viaggio. Itinerari della Calabria greca" che abbiamo presentato a Roma nel mese di novembre 2013, che ha riportato tanta risonanza e attenzione sul territorio e che è stato dato in omaggio ai partecipanti con la collaborazione della Dr.ssa Maria Reggio (Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Reggio Calabria e Vibo Valentia).

È stato inoltre finanziato un progetto dal titolo "I glòssa grèca" (La lingua grecanica) con lo scopo di valorizzare e promuovere la lingua e la cultura grecanica.

Il progetto prevede una mostra itinerante sui Greci di Calabria che partirà il 24 giugno 2014 e toccherà San Demetrio Corone, capoluogo culturale degli Albanesi di Calabria, e Guardia Piemontese, roccaforte della lingua Occitana. Questo perchè, di comune accordo con le comunità Albanesi e Occitane, puntiamo a creare un itinerario turistico che comprenda tutte le tre culture linguistiche calabresi. Un itinerario unico in Europa poichè la Calabria è la sola regione a vantare la presenza di tre Minoranze Linguistiche.

La stessa mostra sarà esposta dal 23 luglio 2014 fino al 7 agosto 2014 nella Sala esposizioni del palazzo della Provincia di Reggio Calabria.

Con grande determinazione è stata intrapresa, insieme alla Fondazione dell'Area Grecanica, all'assessore Mario Caligiuri e alle Minoranze Linguistiche albanesi e occitane, l'azione di riconoscimento delle Minoranze Linguistiche calabresi quali Beni umanitari e universali dell'UNESCO. A tal fine si sta vagliando la scelta degli esperti per assegnarne la progettazione.

Nel lavoro di grande sinergia e collaborazione con le associazioni esistenti sul territorio "Centro di ccordinamento dei calabro-greci" ho chiesto ed è stato presentato un progetto che aiuti a esportare la cultura grecanica in Europa. Il progetto è denominato "Un'identità per lo sviluppo. Dall'Area calabro-greca all'Europa".

Sulla tutela del patrimonio culturale grecanico c'è veramente ancora molta strada da fare. Manca un catalogo completo sull'entità dei beni etnografici materiali e immateriali, mentre per quanto riguarda il restante patrimonio culturale non vi è una programmazione di tutela comune tra i centri grecanici e gli enti competenti.

Nasce da qui l'esigenza di avviare con gli Interpreti e Traduttori degli Sportelli Linguistici, attivati dalla Provincia di Reggio Calabria presso i Comuni dell'Area Grecanica, la catalogazione dei Beni etnografici presenti nei Musei della civiltà contadina presenti sul territorio greco-calabro attraverso un progetto che, con l'aiuto della Regione Calabria possa coinvolgere le diverse Soprintendenze.

Infine sono stati attivati diversi interventi che hanno stimolato eventi culturali coinvolgendo gruppi musicali, botteghe artigiane, associazioni locali e cooperative di giovani.

Tra queste la Cooperativa "Satyroi" ha organizzato e gestito il progetto "Saperi e Sapori dell'Area Grecanica".

Questo progetto è rivolto principalmente alle aziende enogastronomiche del territorio dalle quali abbiamo acquistato i loro migliori prodotti per divulgarli in tutta Italia insieme alla cultura tradizionale di cui sono portatori.

Le antiche ricette dell'enogastronomia grecanica sono state rielaborate, in chiave moderna, grazie alla collaborazione dell'Istituo Alberghiero di Condofuri che lavorando con la tradizione ha avuto modo di conoscere più da vicino i sapori della cultura greca partecipando attivamente al processo di appropriazione culturale.

Questo grazie alla Dr.ssa Carmen Lucisano, Dirigente Scolastico dell'Istituto Comprensivo "Euclide" di Bova Marina e dell'Istituto Alberghiero di Condofuri, con la quale si sono fin da subito condivise in modo sinergico tutte le iniziative intraprese al fine di coinvolgere al progetto i ragazzi dell'Istituto.

Un grazie anche alla Dr.ssa Maria Reggio per la pregevole prefazione al libro di Pasquale Faenza "L'altro viaggio. Itinerari nella Calabria greca"  (Satyroi - 2013) e all'eccellente lavoro che svolge con dedizione e passione all'interno della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Reggio Calabria e Vibo Valentia.

Sono sicuro che la popolazione locale riesca a intendere la cultura greca come una vera risorsa solo se viene coinvolta in prima linea e se è direttamente partecipe nel programma di tutela e valorizzazione della lingua e della cultura greco-calabra.

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Mario Candido
Assessore alle Minoranze Linguistiche
Provincia di Reggio Calabria

 

 

 

 

 

 

 

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